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Contenuti digitali per applicazioni tecniche, scientifiche e le Scienze Forensi

Rivoluzione Tecnologica

Come visto nelle altre sezioni di questa presentazione, il veloce sviluppo di software dedicati alla modellazione e l’animazione 3D ha consentito lo sviluppo dell’Industria dei Contenuti  con la nascita di tecniche di ricostruzione grafica di ambienti, cose e personaggi (reali o immaginari) per il loro impiego in un ambito artistico, come ad esempio quello cinematografico, audiovisivo o del videogioco.

 

Ed in altri ambiti?  

Fino agli ultimi anni del secolo passato, tra molti degli addetti ai lavori di ambiti differenti da quelli delle produzioni artistiche era ancora ricorrente una naturale diffidenza verso l’utilizzo di tali software in molti settori tecnici o scientifici.

Questa idiosincrasia, vissuta da intere generazioni di professionisti, scienziati, tecnici e uomini di Cultura,  era  (ed è, quando ancora in atto) dovuto al Digital Divide Culturale che affligge gli over 45 anni.

Oggi, dopo le prime inziali applicazioni in settori particolari (come ad esempio l’addestramento militare) praticamente tutti, o quasi tutti i settori tecnici o scientifici impiegano (o possono impiegare) Contenuti digitali creati con strumenti e tecniche derivate dall’ambito artistico. 

Per i più svariati scopi, come ad esempio: per l'istruzione di base; nella ricerca, formazione ed addestramento tecnico/scientifico; per il design, la produzione e la manutenzione industriale; il commercio; la fruizione culturale e museale; nella sicurezza & la difesa, nella gestione delle emergenze, la ricerca e il salvataggio; in ambito medico e sanitario; nella archeologia e paleontologia; nell'ingegneria ed architettura; etc. etc.

Anche nel settore della Giustizia, nelle Scienze Forensi, l’attenzione sugli strumenti di rilevazione, di produzione e di manipolazione,  delle informazioni (digitali) parametriche inizia ad essere presente in misura sempre maggiore tra gli addetti ai lavori.

Non è più solo l'Inquirente (cioè le forze di polizia scientifica e pubblici ministeri), ma sono anche i professionisti dei Collegi di Difesa che stanno iniziando ad interessarsi a quelle nuove tecnologie digitali che sono in grado di “rilevare le informazioni congelando una scena di un crimine" evitando qualsivoglia genere di inquinamento delle prove. Tutti gli operatori sono attenti alle nuove frontiere che si inziano ad aprire nei procedimenti giudiziari con l'uso del digitale. A ciò che in fase processuale sarà consentito al Pubblico Ministero o alla Difesa di dimostrare al Giudicante oltre che con l’ausilio delle doti oratorie anche visivamente: portando in aula visivamente le condizioni reali di indagine e di reperimento delle prove o controprove a supporto delle loro tesi.