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dall'INTELLIGENZA DISTRIBUITA all'INTELLIGENZA CONNETTIVA.

Aggiornato il: 22 ott 2018

La nuova frontiera dell'apprendimento e della gestione della Conoscenza

I concetti che sono alla base delle Teorie sulla Connettività aprono la strada a nuove teorie dell'apprendimento e conseguentemente alla definizione di nuovi paradigmi della formazione e di gestione della conoscenza.


Cos'è l'Intelligenza Distribuita? "Nei sistemi sociali è la disponibilità, ovunque ci sia presenza umana, di competenze mobilitabili e valorizzabili in modo coordinato per dar vita all'intelligenza collettiva. Nei sistemi tecnologici, è la distribuzione di funzioni e di capacità elaborative tra più dispositivi, connessi in rete, per svolgere compiti complessi

Per comprendere il fenomeno dobbiamo assumere propedeuticamente il concetto di 'Connessionismo' : un approccio teorico nel campo delle scienze cognitive che auspica di spiegare i fenomeni mentali usando le reti neurali artificiali.

"Il 'Connessionismo' è il tema di ricerca interdisciplinare che studia i processi cognitivi (umani e animali) attraverso l’elaborazione di modelli astratti e, soprattutto, di programmi implementabili su calcolatori elettronici che, essendo dotati di una struttura analoga a quella delle reti neurali, sono in grado di simulare il funzionamento del sistema nervoso; la disciplina integra dunque elementi che afferiscono ai campi dell'Intelligenza Artificiale, le Neuroscienze, la Psicologia Cognitiva e la Filosofia della Mente. La teoria del Connessionismo suggerisce che i fenomeni cognitivi possono essere spiegati sulla base di un insieme di principi generali attinenti l'elaborazione delle informazioni, noti come Parallel Distributed Processing (Rumelhart, Hinton e McClelland, 1986). Da un punto di vista metodologico, il connessionismo è un quadro per lo studio dei fenomeni cognitivi utilizzando le architetture di unità di elaborazione semplici, che sono interconnesse tramite connessioni ponderate. Il Connessionismo considera la percezione, la memoria, l’apprendimento e tutti i fenomeni ritenuti peculiari del comportamento intelligente come attività di un 'Sistema costituito da un insieme di unità elementari' (organizzate a loro volta in unità più complesse e ordinate gerarchicamente a vari livelli), collegate tra loro da un grande numero di connessioni, le quali sono attivate simultaneamente nei processi di elaborazione e trattamento delle informazioni

Marvin Minsky teorizzò la 'Concezione Distribuita dell'Intelligenza' secondo cui "un comportamento intelligente è il prodotto dell'interazione di un elevato numero di Agenti intelligenti, piuttosto che il risultato di un unico processo operante in modo globale".


Questa spiegazione portò il filosofo francese Pierre Lèvy a teorizzare a sua volta l'Intelligenza Collettiva.

L'Intelligenza Collettiva' rappresenta l'estensione della nostra intelligenza come singoli individui che si realizza in uno spazio di soggetti collettivi non predeterminato, ma in continua costruzione mediante processi comunicativi a formare una 'Mente Globale'

Assumendo per veri questi concetti ecco che Internet viene riconosciuto come lo strumento che è stato capace di attivare questa Mente Globale. E' lo scienziato Derrick de Kerckhove, direttore del dipartimento Cultura & Tecnologia del programma McLuhan di Toronto, che ci introduce l'Intelligenza Connettiva.

"L'Intelligenza Connettiva della Rete è la comunicazione dinamica attraverso processi informali simili per certi versi ai rapporti interpersonali. La Connettività è questo : trovare dei metodi che facciano procedere insieme i pensieri in tempo reale, che facciano pensare più rapidamente in gruppo. La Tecnologia consente ormai scambi interpersonali in tempo reale e in tutti i campi: la connettività è una delle risorse più potenti del genere umano ed è una condizione oggi indispensabile per la crescita della produzione intellettuale umana.

Il connettivismo non si basa solo sulla nozione di connessionismo dall'informatica, ma anche sull'idea che qualifica l'apprendimento situato', che afferma che la Conoscenza non è un insieme di nozioni teoriche apprese, ma il frutto di un processo dinamico, cioè della partecipazione attiva di un soggetto all'interno di un contesto, data l'interazione con gli altri membri e la situazione circostante. Dunque la conoscenza non si verifica solo nella mente degli individui piuttosto è sopra le menti individuali, è trans-individuale ed esiste anche all'interno e tra i gruppi. Da qui prende meglio forma il concetto della 'Intelligenza collettiva, che spiega che attraverso l'uso di tecnologie collaborative gli Individui possano svolgere un compito come se il gruppo fosse un singolo organismo piuttosto che agenti individuali.


Sulla base di tale pensiero risulta necessario sottolineare che la 'Conoscenza collettiva' che caratterizza un gruppo di persone può essere maggiore della Conoscenza di ogni singolo individuo che lo compone; inoltre, la Conoscenza di gruppo non è Conoscenza simbolica, in quanto può essere definita come: l'insieme di connessioni formate dall'azione o dall'esperienza dei membri del gruppo

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